Le Api tornano a giocare nel campionato italiano ·

Le Api tornano a giocare nel campionato italiano

follow url A seguito delle delibere federali scaturite nel corso dell’ultimo anno, alcune società italiane che partecipavano a campionati stranieri sono state richiamate a giocare all’interno dei campionati organizzati su territorio italiano dalla Fisg.

buy coursework online uk Già lo scorso anno, con una delibera preliminare, era stata ventilata l’ipotesi di una decisione in tal senso per la stagione a venire da parte della Federazione Italiana, decisione confermata da una delibera dello scorso febbraio.

L’unica opzione percorribile, per rimanere in terra elvetica, sarebbe stata quella di fondare una nuova società con sede in territorio svizzero che però si allenasse e giocasse solo oltre confine. Questo avrebbe comportato delle conseguenze sia in termini di costi, a cominciare dal dover effettuare tutte le procedure di transfer card illimitati di tutti i giocatori italiani per ottenere i permessi di gioco, sia in termini di perdita di identità vedendo svanire l’idea stessa di un team italiano, con giocatori italiani, impiegato in un campionato estero. Inoltre, optando per questa procedura la nuova società sarebbe stata comunque esclusa, secondo regolamento dello Swiss Ice Hockey, da tutte le finali di campionato in quanto tutti i giocatori italiani sarebbero risultati stranieri non essendo di primo tesseramento svizzero. Questo particolare punto, ha indotto la società a non prendere in considerazione l’ipotesi di trasferire il club oltre confine.

go to site Rilevando che la decisione della Federazione Italiana è stata motivata con il fatto di voler salvaguardare il gioco dell’hockey in patria, per un rilancio nazionale di questa disciplina sportiva a livello nazionale, ricordiamo, per onor di cronaca, che attualmente la Serie A Italiana si svolge all’interno del secondo campionato Austriaco ALPS in collaborazione con Austria e Slovenia, mentre Hc Bolzano milita all’interno del primo campionato austriaco Ebel.

advanced higher history essay help In quest’ottica sono stati obbligati a rientrare i Varese Killer Bees – Terza Lega Svizzera, l’ HC Ambrosiana Milano – IV Lega Svizzera, l’HC Bressanone – Austria 4, e gli Icebears di Dobbiaco, impegnati in un campionato privato non riconosciuto dalla IIHF. Attualmente queste quattro squadre avranno quindi, secondo la Federazione, l’onore e l’onere di rilanciare l’hockey italiano partendo dal gradino più basso consentito, la serie C.
Molto a malincuore, la società, dopo gli ottimi risultati delle ultime stagioni, coronate la scorsa stagione dalla vittoria della Coppa Ticino e dopo aver cercato qualsiasi strada di intermediazione legale nazionale e internazionale, deve prendere atto di dover abbandonare il campionato elvetico dalla stagione 2017-2018. Stagione questa, che avrebbe consentito anche di giocare in Coppa Svizzera, dopo la qualificazione contro il Lucerna dello scorso anno.

http://pacificcrossroads.net/?mass-media-research-papers Altro dispiacere inoltre, la recente decisione della Federazione Svizzera che avrebbe consentito da questa stagione, la partecipazione alle squadre straniere alla Seconda Lega in caso di vittoria del campionato; obiettivo che nell’ultima stagione si è dimostrato alla portata delle Api e che avrebbe potuto garantire un livello tecnico e organizzativo sicuramente interessante per la piazza di Varese e per tutti i giovani che praticano hockey al Palalbani.

blank Nel frattempo, a livello societario si stanno facendo le dovute considerazioni per valutare quale possa essere il percorso più idoneo per preservare il patrimonio tecnico-organizzativo del Team, grazie al supporto dei numerosi sponsor che hanno sempre sostenuto le attività societarie e che hanno garantito il loro appoggio anche per il prossimo futuro.

Sicuramente della nuova avventura faranno parte ancora coach John Cacciatore ed il “cuore” dello spogliatoio, garanzia di dedizione ed impegno in pista.

La società dei Killer Bees, così come i giocatori, ringraziano la Federazione Svizzera per la puntualità e la precisione che ha sempre dimostrato nell’organizzazione delle competizioni . Un ulteriore ringraziamento è dovuto in particolare a Paolo Angeloni che si è speso con impegno per valutare insieme ai responsabili Federali di riferimento, ogni strada che avrebbe potuto garantire la nostra partecipazione al campionato.

Preso atto quindi della decisione Federale italiana, si confida che la “scelta” imposta nei confronti dei Killer Bees e delle altre due società, venga correttamente estesa a tutte le squadre che giocano all’estero, secondo il principio che le regole siano uguali e valgano per tutti.

L’interesse della squadra verso la nuova sfida resta comunque elevato, vista la tradizione vincente del club e la solidità esistente anche dal punto finanziario, grazie al grande lavoro di coinvolgimento e sensibilizzazione svolto nei confronti dei numerosi sponsor, compito realizzato da tutte le persone legate al Team.

Resta il rammarico di dover perdere un importante patrimonio di atleti stranieri che ogni stagione, da dieci anni a questa parte, hanno dimostrato interesse per la città di Varese portando nel cuore le esperienze sportive e non, vissute sul territorio. Il campionato italiano infatti, non prevede l’impiego di cittadini stranieri all’interno delle competizioni di serie B e C, organizzate su territorio nazionale.

Queste le parole di Matteo Cesarini, presidente del Club: “Dal nostro primo anno di partecipazione al campionato Svizzero abbiamo ottenuto una promozione, seguita nel secondo anno dalla vittoria nel Campionato di Terza Lega. Successivamente abbiamo sempre partecipato con continuità, allestendo sempre un organico competitivo, ad altre numerose stagioni con risultati sempre vicini al vertice. Lo scorso anno abbiamo conquistato per la prima volta la Coppa Ticino, un trofeo che mai era stato vinto da un club straniero e che, con grande rispetto, abbiamo portato al Palalbani. Abbiamo ottenuto tutte le vittorie che il regolamento, essendo comunque noi stranieri , ci ha consentito di conseguire. Resta solo il rimpianto di non poter allestire un team per puntare alla promozione in Seconda Lega, quando sarebbe stato finalmente possibile grazie alle novità regolamentari elvetiche. Ora è il momento di fare tesoro di quanto abbiamo vissuto, mettendoci subito al lavoro per sfruttare la nostra esperienza oltreconfine come valore aggiunto da utilizzare in patria, in quella che sarà una sfida del tutto nuova e che speriamo possa offrire oltre che risultati sportivi positivi, anche un termine di paragone accettabile in termini organizzativi”.

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